Non si può “sperare” che i lavoratori addetti ad una macchina seguano le istruzioni

Con sentenza del 23 maggio 2017, n. 25550, la Corte di Cassazione IV Sez. pen. si sofferma su un tema sempre attuale e delicato nella materia prevenzionistica, relativo alla ascrivibilità della responsabilità in capo al datore di lavoro per mancata formazione e informazione dei dipendenti sull’uso degli strumenti di lavoro. La Corte Suprema _ in una fattispecie nella quale il datore di lavoro era stato condannato per il reato di lesioni personali colpose ai danni di un dipendente, segnatamente per non aver adeguatamente fornito le opportune formazione e informazioni sull’uso della macchina il cui impiego aveva provocato l’infortunio _ ha disatteso la tesi difensiva secondo cui erroneamente i giudici di merito avevano ritenuto l’evento indice di una grave carenza formativa e informativa in tema di sicurezza, affermando, invece, che l’avere semplicemente confidato nel fatto che i lavoratori addetti seguissero con attenzione e pedissequamente le istruzioni fornite è espressione di una pesante carenza formativa e informativa in tema di sicurezza.