Responsabilità penale anche per il Medico competente?

Al quesito risponde la Cass. Pen., Sez. IV, 3 febbraio 2017, n. 5273 con cui si afferma che al medico competente non è stato più richiesto soltanto di esprimere un parere in favore del datore di lavoro ma è stato prescritto di collaborare con questi alla predisposizione dell’attuazione delle misure per la tutela della salute e dell’Integrità psico-fisica dei lavoratori, sulla base delle specifica conoscenza dell’organizzazione dell’azienda e delle situazioni di rischio. Al medico competente è stato attribuito il diritto ad avere tutte le informazioni necessarie a svolgere concretamente e fattivamente quel ruolo di collaborazione e, ove dipendente del datore di lavoro, a ricevere i mezzi e veder realizzate le condizioni necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti. Ma, ancor più significativamente, la valutazione dei rischi, atto per così dire primigenio della politica di sicurezza aziendale, ha richiesto la sua collaborazione nei casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria.

In definitiva, l’obbligo di collaborazione con il datore di lavoro cui è tenuto il medico competente e il cui inadempimento integra il reato di cui agli artt. 25, comma primo, lett. a) e 58, comma primo, lett. c), del D.Lgs. n. 81/2008, non presuppone necessariamente una sollecitazione da parte del datore di lavoro ma comprende anche un’attività propositiva e di informazione da svolgere con riferimento al proprio ambito professionale.